huellas
Poeta adicto al portal
Insieme alla stanza di Lola, ce n`era un´altra, chiusa a chiave. Un giorno te la mostreró- mi disse il primo giorno strizzandomi l´occhio confidenzialmente e sorridendomi. ma adesso non è il momento-. Vicino a quei due porte c`era il corridoio, sempre al buio e coperto dal fumo. L`unica luce che si vedeva era quella che proveniva dalla televisione, sempre accesa e quasi sempre ignorata. Quello che mi colpiva di più nel soggiorno era una figura di San Mamés, abbastanza brutto secondo me, -Sai chi è?- mi chiese guardandomi con i suoi piccoli occhi, -Non ne ho la più pallida idea!- risposi con cautela. A dire il vero, Lola era un po bizzarra, assomigliava un hobbit, era molto piccola, dai capelli argentei e molto voluminosi, lenta nel camminare e nel parlare, dallo sguardo acuto e silenzioso, calzava delle scarpe anche con la camicia da notte!, è non portava mai le calze. Sentivo freddo quando guardavo I suoi piedini. -Non dovresti usare delle calze? Le chiesi un giorno - Mi sento molto bene così- rispose stupita per l`intromissione, mai chiedeva per I fatti miei.
La mia camera da letto era anche molto piccola, il letto era proprio per bambini, c`era un armadio a muro e una sedia. Una volta, per causa della febbre rimasi due giorni a letto senza muovermi, e lei insieme a me giorno e notte. Quando mi svegliai, mi disse che era abituata a badare ai malati, nonostante ciò, era uscita dalla stanza per fumare, credo che questo fu un grande sforzo per Lei. In quell momento, non stimai molto quest`abitudine e, al lavoro raccontandone ai miei compagni, mi veniva da ridere per lo sinistro (strano) del fatto. Potete immaginarvi, una donna che mantiene l`occhio fermo su di voi due giorni e due notti scrutandovi? Mamma mia che paura! (Che schifo)!
Lola aveva una grande pasione, L`Opera , era quasi fondatrice dell´ Abao, tutte le settimane pesenziava imperterrita (imperturbabile) qualunque rappresentazione che lì fosse (stata) recitata, rassicurata per chi o cosa fosse cantata. Più o meno felice ritornava a casa secondo chi, (si) avesse trovato o di (che) cosa avessero parlato.
Ogni giovedi, si vestiva accuratamente, si metteva un rosstetto acceso nelle labbra, si metteva il cappotto già abbastanza permeato dal suo odore, e un tassì, l`abituale l´aspettava all`ora precisa. L`autista le apriva la porta come se si tratasse della regina dell`Inghilterra. Io, la guardavo dietro alla finestra, allontanandosi piena di tutta la dignità che appartiene a coloro che hanno un cognome illustre. Suo padre infatti, fù il sindaco della città quando Lei era giovane, e suo fratello, con cui aveva vissuto sempre, fu un vescovo molto affermato. Credo che ancora oggi c`e una strada nella città con il suo nome.
Qualche mese dopo il mio arrivo, venne assunta una donna di servizio che preparava per Lei il pranzo e puliva. Da quel momento in poi, e siccome gli scrupoli mi avevano allontanata da qualche cibo che lì fosse stato cucinato, cominzai a fare colazione con Lei, questo era tutto. Ancora oggi sono incapace di avvicinarmi a 3 metri dalla crema d´ asparagous, boccone favorito per Lei che purtroppo, molto cortesemente mi offriva ogni sera. No grazie, ho già mangiato, quello che preferisco dal mio lavoro è che mi danno da mangiare e così non ho bisogno nè di fare la spesa nè di cucinare- rispondevo io il piú cortesemente possible con la nausea. Il colore delle parete, l`odore irrancidito e quella nuvola di fumo mi facevano star male...
La mia camera da letto era anche molto piccola, il letto era proprio per bambini, c`era un armadio a muro e una sedia. Una volta, per causa della febbre rimasi due giorni a letto senza muovermi, e lei insieme a me giorno e notte. Quando mi svegliai, mi disse che era abituata a badare ai malati, nonostante ciò, era uscita dalla stanza per fumare, credo che questo fu un grande sforzo per Lei. In quell momento, non stimai molto quest`abitudine e, al lavoro raccontandone ai miei compagni, mi veniva da ridere per lo sinistro (strano) del fatto. Potete immaginarvi, una donna che mantiene l`occhio fermo su di voi due giorni e due notti scrutandovi? Mamma mia che paura! (Che schifo)!
Lola aveva una grande pasione, L`Opera , era quasi fondatrice dell´ Abao, tutte le settimane pesenziava imperterrita (imperturbabile) qualunque rappresentazione che lì fosse (stata) recitata, rassicurata per chi o cosa fosse cantata. Più o meno felice ritornava a casa secondo chi, (si) avesse trovato o di (che) cosa avessero parlato.
Ogni giovedi, si vestiva accuratamente, si metteva un rosstetto acceso nelle labbra, si metteva il cappotto già abbastanza permeato dal suo odore, e un tassì, l`abituale l´aspettava all`ora precisa. L`autista le apriva la porta come se si tratasse della regina dell`Inghilterra. Io, la guardavo dietro alla finestra, allontanandosi piena di tutta la dignità che appartiene a coloro che hanno un cognome illustre. Suo padre infatti, fù il sindaco della città quando Lei era giovane, e suo fratello, con cui aveva vissuto sempre, fu un vescovo molto affermato. Credo che ancora oggi c`e una strada nella città con il suo nome.
Qualche mese dopo il mio arrivo, venne assunta una donna di servizio che preparava per Lei il pranzo e puliva. Da quel momento in poi, e siccome gli scrupoli mi avevano allontanata da qualche cibo che lì fosse stato cucinato, cominzai a fare colazione con Lei, questo era tutto. Ancora oggi sono incapace di avvicinarmi a 3 metri dalla crema d´ asparagous, boccone favorito per Lei che purtroppo, molto cortesemente mi offriva ogni sera. No grazie, ho già mangiato, quello che preferisco dal mio lavoro è che mi danno da mangiare e così non ho bisogno nè di fare la spesa nè di cucinare- rispondevo io il piú cortesemente possible con la nausea. Il colore delle parete, l`odore irrancidito e quella nuvola di fumo mi facevano star male...